Cinema

Sardegna e Irlanda, la X edizione di 'Terre di confine filmfestival'

Tra Sardegna e Irlanda torna per la X edizione il Terre di confine filmfestival.

Dalla Sardegna all’Irlanda, torna il 'Terre di confine filmfestival', organizzato dall’associazione culturale Su Disterru con lo scopo di esplorare la cinematografia di un paese, in modo libero, disinvolto e metterla a confronto con il patrimonio cinematografico sardo.

Il filo conduttore di tutte le edizioni di terre di confine è il confronto/incontro tra realtà cinematografiche marginali, lontane (forse solo apparentemente o geograficamente). Il filmfestival è storicamente legato all’idea di confine. Sia esso fisico o concettuale, politico o geografico.

Dopo la Finlandia, Cuba, il Kurdistan, i Balcani, l’Africa, l’Argentina, la Romania, il cinema delle minoranze linguistiche spagnole e la Grecia, Terre di confine filmfestival sceglie l’Irlanda. Un’isola dalle radici profonde, segnata da un confine culturale e politico che ne ha inevitabilmente influenzato la produzione artistica e cinematografica.

Dal 3 al 19 marzo, tra Asuni, Cagliari, Oristano, Sassari e Solarussa il festival propone oltre 25 proiezioni, 10 incontri, più di 20 ospiti, laboratori nelle scuole, un concerto, un seminario, due tavole rotonde, una mostra fotografica, una videoinstallazione e degustazioni di prodotti locali.
Il Festival per il secondo anno è firmato dal regista Paolo Zucca, che cura la direzione artistica ed è anche il regista del cortometraggio ‘Isole’ realizzato dalla Consulta Giovanile di Busachi nell’ambito del laboratorio di terre di confine filmfestival.

Le proiezioni e gli ospiti. Era inevitabile che un festival nato su un’Isola e intimamente legato all’idea di confine si imbattesse, prima o poi, nell’immaginario cinematografico dell’Irlanda. Un’isola profondamente segnata dalla presenza di un confine politico, ideologico e religioso che separa il Nord dal Sud, i cattolici dai protestanti, gli abitanti di una strada da quelli dell’isolato adiacente. Eppure l’elaborazione di un estenuante conflitto trentennale, definito con eufemismo quasi ironico “the troubles” (i disordini), non sembra essere la principale preoccupazione del cinema contemporaneo irlandese, che piuttosto focalizza il proprio interesse su confini morali, economici e sentimentali, ancor prima che politici o geografici. Terre di confine filmfestival offre al pubblico una ricca selezione di film, 25, e annovera diverse anteprime nazionali e propone, come sempre, opere dai linguaggi e dai toni assai differenti: dalle storie drammatiche di grande successo ai cortometraggi inediti, dal melodramma alla commedia, dalle animazioni ai documentari.

Oltre alla consueta ‘Finestra sul Cinema Sardo’, l’edizione numero dieci presenta due novità: la prima è un sezione domenicale specificamente dedicata ai ragazzi, la seconda è un omaggio degli amici finlandesi del Midnight Sun Film Festival, che tornano in Sardegna in occasione del decimo compleanno di terre di confine film festival e che portano due importi contributi al programma del festival: il documentario SODANKYLÄ IKUISESTI: ELOKUVAN VUOSISATA – SODANKYLÄ FOREVER: THE CENTURY OF CINEMA di Peter von Bagh (Finlandia/2010/49’) e la prima nazionale del film/animazione/documentario KUUN METSÄN KAISA- KAISA’S ENCHANTED FOREST di Katja Gauriloff (Finlandia/2016/75’che ha già ricevuto diversi riconoscimenti.
Il festival sarà anche l’occasione per il pubblico di dialogare con i registi irlandesi tra cui Alex Fegan, Tadhg O’ Sullivan, Johanna Saarinen, Milja Mikkola, Ari Lehtola e finlandesi Timo Malmi del Midnight Sun Film Festival di Sodankylä su temi quali “il racconto dell’emigrazione (Solarussa, domenica 12 marzo ore 11) e i “I luoghi invisibili” (Asuni, domenica 19 marzo).
Tra gli ospiti sardi: Matteo Incollu, Francesco Abate, Jacopo Cullin, Tomaso Mannoni, Simone Cireddu, Simone Lecca, Michela Anedda e Umberto Cocco.

Il programma.
Oristano
Giovedì 9 marzo – Museo Diocesano
18.30 Mostra fotografica ‘Cinema’
di Gianfranco Mura. Sarà visitabile tutti i weekend sino al 2 aprile

Solarussa
Venerdì 10 Marzo
10 – Scuole Medie
Laboratorio MELTINGPOT… E L’ISOLA CHE C’È… a cura dell’Osvic

18.30 – Casa Sanna
Cortometraggi dall’Irlanda
GEIST di Alex Sherwood, Ben Harper e Sean Mullen (Irlanda /2015/11’)
BOOGALOO AND GRAHAM di Michael Lennox (Regno Unito/2014/14’)

19 – Casa Sanna
Finestra sul Cinema Sardo
ABOUT NEXT HORIZON di Tomaso Mannoni (Italia/2015/14’)
Incontro con l’autore
DISCO VOLANTE di Matteo Incollu (Italia/ 2015/24’)
Incontro con l’autore

20 – Casa Sanna
Degustazione di prodotti locali

21 – Casa Sanna
Presentazione del cortometraggio ‘ISOLE’ (Italia/2017/3’) a cura della Consulta Giovanile di Busachi

21.20
HUNGER di Steve McQueen (Regno Unito/Irlanda/ 2008/96’)

Sabato 11 marzo
16.30 – Casa Sanna
BROOKLYN di John Crowley (Irlanda/Regno Unito/ Canada/2015/118’)

18.30 – Casa Sanna
OLDER THAN IRELAND di Alex Fegan (Irlanda/2015/81’)
Incontro con l’autore

20 – Casa Sanna
Degustazione di prodotti locali

21 – Casa Sanna
THE GUARD di John Michael McDonagh (Irlanda/2011/105’)

Domenica 12 marzo
11 – Casa Naitana
Tavola Rotonda: IL RACCONTO DELL’EMIGRAZIONE con Tadhg O’ Sullivan, Alex Fegan, Aileen O’Carroll, Umberto Cocco e Nello Rubattu. Modera Patrizia Garau

15.30 – Casa Sanna
Storie per ragazzi
SONG OF THE SEA di Tomm Moore (Irlanda/Danimarca/Belgio/Francia/2014/93’)

17 – Casa Sanna
Finestra sul Cinema Sardo
COGAS di Michela Anedda(Regno Unito/Italia/ 2013/10’)
Incontro con l’autrice

17.30 – Casa Sanna
THE GREAT WALL di Tadhg O’Sullivan (Irlanda/2015/75’)
Incontro con l’autore

19 – Chiesa Is Grazias
Coro Condaghe di Bonarcado con la partecipazione del
coro la Vega di Milis. Maestro Gian Andrea Puddu
a cura dell’Associazione Presidenti Comitati di San Gregorio Magno di Solarussa

20 – Casa Sanna
Degustazione di prodotti locali

21 – Casa Sanna
ROOM di Lenny Abrahamson (Irlanda/Canada/2015/118’)

Asuni
Venerdì 17 marzo
10 – Scuola Medie
Laboratorio: MELTINGPOT… E L’ISOLA CHE C’È…a cura dell’Osvic

18 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
Inaugurazione della videoinstallazione LA MINA di Simone Cireddu e Barbara Pinna

19 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni | Centro di Documentazione
Finestra sul Cinema Sardo
SIMONE LECCA E IL CINEMA DELL’INVISIBILE di Piero Tomaselli e Monica Celse (Italia/2010/45’)
Incontro con gli autori

20 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
Degustazione di prodotti locali

21 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
FRANK di Lenny Abrahamson (Regno Unito/Irlanda/2014/96’)

Sabato 18 marzo
16.30 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
Cortometraggi dall’Irlanda
LOVE IS A STING di Vincent Gallagher (Irlanda/2015/18’)
STUTTERER di Benjamin Cleary(Irlanda/2015/12’)

17 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
Finestra sul cinema Sardo
GRAZIE A TE (Italia/2014/16’)di Jacopo Cullin
DEU TI AMU (Italia/2016/3’) di Jacopo Cullin
Incontro con l’autore

18 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
KUUN METSÄN KAISA- KAISA’S ENCHANTED FORESTdi Katja Gauriloff(Finlandia/2016/75’)
Incontro con gli ospiti del Midnight Sun Film Festival (Finlandia)

21 – Bar Secci di Asuni
Concerto di musica Irlandese: GLEE’S
Festa per il decennale del Festival con degustazione di birra artigianale del birrificio La Volpe e il Luppolo (Simaxis)

Domenica 19
11 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
Tavola Rotonda: LUOGHI INVISIBILI con Laura Marcellino, Johanna Saarinen, Milja Mikkola, Ari Lehtola, Timo Malmi e Roberto Petza. Modera Carla Caprioli

13- MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
Degustazione a cura dagli allievi dello chef stellato Roberto Petza e vini Agricola Soi (Nuragus)

16 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
Storie per ragazzi
THE SECRET OF KELLS di Tomm Moore e Nora Twomey (Francia/Belgio/Irlanda/2009/78’)

17.30 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
S’ARREVESCIU: FRANCESCO ABATE VS DH LAWRENCE
Narrazione con Francesco Abate e Jacopo Cullin

18.30 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
6 DESIRES: DH LAWRENCE AND SARDINIA di Mark Cousins
(Regno Unito/Italia/2014/85’)
Incontro con l’autrice e produttrice Laura Marcellino

20 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
Degustazione di prodotti locali

21 – MEA Museo dell’Emigrazione di Asuni
CALVARY di John Michael McDonagh(Irlanda/Regno Unito/2014/105’)

Tavole rotonde. Terre di confine vuole essere anche un momento di riflessione sullo stato dell’emigrazione. Domenica 11 marzo a Solarussa, a partire dalle 11, a Casa Naitana i registi irlandesi Tadhg O’ Sullivan e Alex Fegan, Aileen O’Carroll (produttrice) Umberto Cocco (presidente dell’associazione Paesaggio Gramsci) e Nello Rubattu (presidente di Su Disterru Onlus) dialogheranno sul tema ‘Il racconto dell’emigrazione’. Coordina l’incontro l’operatrice culturale Patrizia Garau.

Domenica 19 marzo al Museo dell’emigrazione di Asuni, dalle 11 inizierà la tavola rotonda ‘Luoghi invisibili’. Laura Marcellino (operatrice culturale, autrice e produttrice) Roberto Petza (chef stellato) e il gruppo dirigente del Midnight Sun Film Festival di Sodankylä (Finlandia) composto da Timo Malmi (Direttore Artistico) Milja Mikkola (Programme Manager) Ari Lehtola (Executive Manager) Johanna Saarinen (Operations Manager) dialogheranno sull’impatto economico e politico che il cinema, l’arte e la cultura possono avere sui territori, e in particolare su quelli più spopolati e minacciati dal fenomeno dell’emigrazione. Coordina l’incontro la sociologa Carla Caprioli. A seguire, degustazione a cura dagli allievi dello chef stellato Roberto Petza, pioniere dell’alta cucina nei luoghi ‘invisibili’. Vini Agricola Soi (Nuragus)

Videoinstallazione. Venerdì 17 marzo a partire dalle 18, al Museo dell’emigrazione di Asuni, Simone Cireddu e Barbara Pinna, con la consulenza scientifica di Umberto Cocco, attraverso la videoinstallazione ‘La Mina’ proporranno un tuffo nel passato, precisamente nel 1945. Quando i giovani uomini lasciavano la Sardegna, ma soprattutto dal 1946 in seguito all’accordo tra l’Italia e il Belgio ‘Des hommes contre du charbon – Uomini contro carbone’. Fu una guerra in tempo di pace: un esercito di 230.000 lavoratori italiani, tra cui molte migliaia di sardi, si riversò nelle miniere belghe. Manifesti rosa 70X100 promettevano salari e condizioni di vita allettanti all’Italia e alla Sardegna stremate dalla guerra. Emigrarono decine di migliaia di sardi: alcuni rimasero per sempre in Belgio, altri dopo l’esperienza nelle miniere rientrarono in Sardegna.

La bataille du charbon: un lavoro da dannati, difficile da descrivere e da ricordare, paragonato all’inferno, alla condizione di topi che grattano, serpenti che strisciano, maiali che rotolano nel fango. Perché «la mina è mina, è un lavoro difficile, si sapeva quando si scendeva ma non quando si risaliva», ma «i tempi erano giovani e il coraggio era diverso». La video installazione La Mina raccoglie e archivia le memorie e i sogni dei minatori, e delle loro mogli, sorelle, figlie e nipoti: Des hommes et des femmes contre du charbon – Uomini e donne contro carbone. In un alternarsi continuo di memoria e oblio, La Mina racconta le ansie e le speranze, le illusioni e le disillusioni, i dolori e le soddisfazioni, la gioventù e la vecchiaia.

Volti e voci di uomini e di donne che raccontano le loro giovani vite di allora, le aspettative, le paure, i rimpianti. Raccontano delle famiglie riunite in Belgio e di quelle in attesa in Sardegna, della modernità nei comportamenti e nella vita quotidiana in Belgio. Raccontano la vita sottoterra e la vita sopra la terra. In loro quasi sempre si avverte una certa malinconia, che sorprende. Forse per la giovinezza perduta, la bellezza sfiorita, la sfida con se stessi svilita. Nostra è la volontà di celebrare la loro capacità di costruirsi un’eternità tutta terrestre dopo l’inferno.

Una finestra di terre di confine film festival si rivolge anche alla fotografia. Sarà inaugurata giovedì 9 marzo alle ore 18.30, nel museo diocesano di Oristano la mostra fotografica ‘Cinema’ di Gianfranco Mura. Sarà visitabile tutti i weekend negli orari di apertura del museo sino al 2 aprile 2017.

Laboratori per le scuole. Venerdì 17 marzo, dalle 10, all’istituto comprensivo di Asuni e venerdì 10 marzo dalle 10 all’istituto comprensivo di Solarussa inizieranno i laboratori dedicati alle scuole secondarie inferiori e superiori. ‘Melting Pot… e l’Isola che c’è…’ è il titolo del laboratorio di educazione alla interculturalità e alla cittadinanza globale proposto dall’Osvic. contestualizzando l’attività nella realtà irlandese, senza perdere di vista, tuttavia, lo stretto rapporto tra la dimensione macro, globale, delle migrazioni e il loro radicarsi all’interno di precisi e determinati contesti locali. L’espressione “Melting Pot”, usata per indicare un particolare modello ideale di società multietnica, diventa il filo rosso da cui sviluppare una narrazione collettiva, fatta di sogni, aspirazioni, migrazioni di donne e uomini partiti o giunti nell’Isola che c’è…

Gli organizzatori. Su Disterruonlus è l’associazione dei “sardi di fuori“, cioè quelli che vivono lontani dall’isola, e dei “sardi di dentro“. Uno dei suoi scopi è quello di riannodare i legami tra le due componenti attraverso manifestazioni, dibattiti e iniziative culturali.
In questi anni ha realizzato una serie di manifestazioni e iniziative culturali e sociali che hanno rappresentato il primo passo verso la costituzione di Museo e di un centro di documentazione dell’Emigrazione dei sardi, concepito non come semplice contenitore di memoria ma come spazio di dialogo e incontro tra sardi che vivono nell’Isola e coloro che con diverse motivazioni risiedono altrove e che indichiamo come ‘sardi di fuori’.
L’attenzione all’emigrazione sarda offre molti spunti per approfondire lo studio del rapporto tra chi rimane e chi parte, tra centralità e marginalità. Chi lascia la propria casa per affrontare luoghi lontani rispetto alla propria sfera culturale ed affettiva, porta con se ragioni non banali, mai stupide; il distacco, la distanza, la marginalità sono aspetti della vita che conservano delle storie sempre degne di attenzione.
Il cinema, con la sua straordinaria potenza espressiva ci aiuta a cogliere con immediatezza questi aspetti, ed è per questo che l’attenzione di Su Disterru è rivolta a quelle cinematografie remote, marginali ai circuiti distributivi classici, al cinema appunto ‘di confine’.

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